LE NOSTRE GUIDE

Durante i viaggi, talvolta, saremo costretti a prendere con noi, ranger locali in quanto, recentemente, nuove regole comportamentali, consigliano l’affiancamento di queste figure che hanno il compito di supervisionare sul corretto svolgimento delle escursioni nei parchi naturalistici. Ma non saranno certo d’intralcio, anzi....

Aiuteranno i turisti a comprendere pienamente la complessità del paese che si sta visitando essendo essi radicati nelle più genuine tradizioni del luogo. Si tratta, inoltre, di un modo, per noi occidentali, di contribuire allo sviluppo economico della popolazione africana, arricchendoci al tempo stesso di testimonianze concrete di vita vissuta.

African Guide - Leonardo Mancini African Guide - Gabriele Scorrano African Guide - Andrea Germani Laura Gozzi

Andrea Germani

Per tutti Andrea, è la più giovane guida di African Guide Adventure, ma di grande esperienza nel settore turistico, maturata con un tour operator di Malindi con cui si è fatto le ossa accompagnando turisti in giro per Kenya, Tanzania, Uganda e Somalia. Da tempo anche lui, come Said, è “vittima” del carisma di Leonardo. È passato ad African Guide Adventure ed il suo è un lavoro di supporto a Leonardo durante tutti i safari in Kenya, Tanzania e Uganda, specialmente per quelli più numerosi. Parla Italiano, Inglese e Spagnolo, ed anche lui vive tra Pescara e Mombasa.

Base: Da sempre in Kenya e Uganda

Anni di esperienza: 8

Il ricordo più emozionante: l’incontro con un cucciolo di gorilla al Bwindi Impenetrable National Park.

Il momento più gratificante come guida: durante i due giorni di soggiorno al parco nazionale Bwindi, fu mia premura istruire alla perfezione il gruppo di turisti che stavo accompagnando insieme a Leonardo. Il Gorilla Tracking, infatti, è cosa ben diversa dalle “comuni” tappe di un safari in Africa. Prima cosa bisogna formare piccoli gruppi di sei persone alle quali è concessa soltanto un’ora per ammirare i rari esemplari; in secondo luogo stare ad una distanza di almeno 5 metri dai gorilla e non cercare mai di toccarli è il minimo indispensabile per evitare che accadano cose spiacevoli. Istruiti a dovere e formati i gruppi, ci incamminammo per raggiungere il luogo dove speravo di incontrare qualche esemplare. La fortuna era dalla nostra parte: un cucciolo si apprestava a fare le prime personali “indagini” su ciò che lo circondava, sempre attento a non perdere di vista il genitore poco distante che lo osservava senza intralciare la sua attività di scoperta. Accanto a me una signora sulla quarantina la quale mi aveva raccontato, proprio quella mattina, che adesso i suoi figli erano abbastanza grandi da poter stare qualche settimana senza di lei. Il momento era davvero magico: mentre osservavamo stupefatti quel piccolo esserino, già imponente nel fisico in vista di ciò che sarebbe diventato, ad un tratto il suo sguardo incrociò il nostro (nonostante la fittissima vegetazione). Ma la vera emozione fu quando la signora che avevo accanto, di ritorno dal tour, mi ringraziò di una cosa in particolare: le avevo dato la possibilità di rivivere con la stessa intensità l’emozione che aveva provato incrociando, per la prima volta, gli sguardi innocenti dei suoi bambini ormai grandi.